Le origini di Dance Well
DANCE WELL – Bassano del Grappa 2013
Il nostro viaggio sulle origini di Dance Well dall’America, all’Europa ora arriva a Bassano del Grappa in Italia. Dance Well è una iniziativa del Comune di Bassano del Grappa e nasce nel 2013 nell’ambito del progetto europeo “Act Your Age”. In quella occasione, è stata sperimentata con successo la metodologia del centro “Dance for Health and Parkinson” di Rotterdam in Olanda, come vi abbiamo raccontato nella nostra precedente puntata. Attraverso un percorso di formazione transnazionale, dal 2013 grazie a Bassano sono stati formati professionisti della danza sul tutto il territorio nazionale. Da allora, tutti i lunedì e venerdì mattina, nelle sale del Museo Civico di Bassano, proseguono le lezioni di danza a beneficio delle persone con Parkinson, ma non solo. Dal 2015 la pratica si è estesa alla Casa di Cura Villa Margherita di Arcugnano, che ha condotto anche uno studio scientifico di misurazione degli impatti che Dance Well ha sulle persone con Parkinson.
Dal 2016 la pratica Dance Well si tiene regolarmente anche al Teatro Civico di Schio e nel corso di tutto il 2018 sono stati avviati dialoghi e sopralluoghi per verificare la disseminazione della pratica a Castelfranco Veneto, Vicenza, Verona, Roma, Firenze, Torino, Napoli, Tokyo e Kanazawa, tutte realtà con cui è in atto un continuo dialogo.
Roberto Casarotto, ideatore di Dance Well: “La danza è l’arte che connette di più le persone al proprio corpo e all’umanità, è un diritto dell’umanità e può cambiare la vita a chi la incontra e la pratica. Tutto questo è tangibile in Dance Well, l’iniziativa che più di altre rende la danza rilevante per il tempo in cui viviamo creando una comunità inclusiva, una preziosa risorsa per la società e la cultura del territorio nazionale”.
Le testimonianze dei dancers di Bassano
EVA “Qui il Parkinson non è vissuto come un limite al movimento, ma impariamo a viverlo come una possibilità per produrre nuovi movimenti”
AMERIGO “Quest’attività è importantissima, ci da quel ritmo e quella voglia di vivere che altrimenti potremmo perdere”
UGO “Venire a danza? subito non ci credevo a questa cosa, poi su insistenza della moglie, che ha voluto che partecipassi, mi sono accorto di quanto questo gruppo fosse importante”
VILMA “È diventata per me una droga,… insomma se mi mancasse è come se mi mancasse la terra sotto i piedi”
GIUSY “Ero un po’ titubante se venire, perché pensavo alla danza classica, quella che vedi in televisione, invece è una danza che veramente si può fare anche a settant’anni”
Testimonianze tratte dall’eBook “Parkinson Dancers” di Giulia Bondi e Germana Lavagna e dal video dell’Archivio della Generatività
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dei nostri amici partner di Bassano
ALLA PROSSIMA PUNTATA!